sovraindebitamento
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Per sovraindebitamento si intende «lo stato di crisi o di insolvenza del consumatore, del professionista, dell’imprenditore minore, dell’imprenditore agricolo, delle start-up innovative […] e di ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza» (art. 2 lett. c) d.lgs. 14/2019).
La legge 3/2012
Il Parlamento ha approvato la legge 27 gennaio 2012, n. 3, con la quale ha disciplinato una nuova tipologia di concordato per comporre le crisi di liquidità del singolo debitore, al quale non si possono applicare le ordinarie procedure concorsuali. Su tale disciplina è poi intervenuto il decreto-legge 179 del 2012 che ha modificato alcuni aspetti della procedura e ne ha esteso l’applicazione al sovraindebitamento del consumatore.
Il sovraindebitamento viene definito come la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.
Questi può proporre, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi, un piano per la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, che indichi le scadenze e le modalità di pagamento dei creditori. La proposta di piano è depositata presso il tribunale. Ad essa sono allegati l’inventario dei beni del debitore e una relazione particolareggiata dell’apposito organismo di composizione della crisi.
Il piano viene omologato dal tribunale, che può nominare un liquidatore, e per tre anni i creditori con causa o titolo anteriori non possono iniziare o proseguire azioni esecutive individuali. Ad iniziativa dei medesimi creditori non possono essere disposti sequestri conservativi, né acquistati diritti di prelazione sul patrimonio del debitore che ha presentato la proposta di piano. Durante il periodo di tre anni le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze non si verificano.
In alternativa al piano, il consumatore, quando versi in una situazione di sovraindebitamento ed abbia già fatto ricorso, nei precedenti 5 anni, alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, può chiedere la liquidazione di tutti suoi beni e dei crediti fondati su prova scritta.
Al termine dei due procedimenti si ha l’esdebitazione, che libera il consumatore sovraindebitato dai debiti residui nei confronti dei creditori per titolo e causa anteriore all’apertura della procedura che l’ha interessato. Sono previste sanzioni di carattere penale a carico del consumatore, dei componenti dell’organismo di composizione, del liquidatore nominato dal giudice e del gestore della liquidazione.
I documenti per la pratica
Quali sono i documenti necessari per la pratica?
- Certificato di residenza storico dei richiedenti
- Certificato di stato di famiglia
- Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio con annotazione a margine
- Estratto conto relativo all’ultimo anno
- Visura nominativa al PRA per i richiedenti
- Visura nominativa al Catasto per i richiedenti
- CRIF aggiornata
- Contatti delle cessioni de quinto e delle deleghe di pagamento
- Contratti dei prestiti personali in corso
- Contratto del mutuo ipotecario
- Documenti di riconoscimento in corso di validità
- Tessera sanitaria e codice fiscale
- Documentazione reddituale relativa agli ultimi 5 anni, CUD, UNICO, ultime 3 buste paga
- Attestato di disoccupazione dei richiedenti
- Estratti contributivi
- Breve descrizione sui motivi delle difficoltà economiche
- Elenco ed importi delle spese mensili ricorrenti (acqua, luce, gas, bollo auto, canone locatizio etc..)
- Estratto di ruolo rilasciato dall’Agenzia delle entrate-Riscossione (ex Equitalia)
- Corrispondenza dei vari creditori